venerdì 25 aprile 2014

Le api

Eravamo in campagna lunedì mattina 14 aprile 2014. Siamo tornati giovedì sera 17 aprile 2014. Sono andata ad aprire il portellone e dopo i giri di chiave ho tirato l'anta destra verso di me. Mi sono vista piovere addosso dei grossi granelli scuri dall'alto e non capivo proprio che cosa fossero. Mi sono sentita pungere in testa e su una mano e ho visto tanti insetti volarmi intorno, ed entrarmi nella larga manica del golfo. A quel punto mi sono messa a gridare e sono scappata.
Ero molto spaventata e siccome mio marito aveva la pompa in mano ho pensato che, a tutto male andare, mi sarei fatta "innaffiare". Ma non c'è stato bisogno di ricorrere a un metodo così drastico.
Le  punture non erano tanto dolorose come quelle della vespa e mi sono accorta di avere i pungiglioni conficcati nella mano e sulla testa. Ho estratto quello della mano e ho capito che gli insetti erano api.
Le api mi hanno subito lasciata e, passato lo spavento, mi sono avvicinata al portellone per capire meglio che cosa stava succedendo.
Da una certa distanza ho osservato la situazione e così ho visto che lo spazio tra la vetrata e il portellone nella parte alta era occupato da un enorme accumulo di api. Impossibile avvicinarsi. Che fare?


Nella foto l'anta sinistra del portellone è ancora chiusa. Le api sono entrate quando le due ante erano completamente chiuse, sfruttando uno spazio minimo tra il portellone e il muro. La finestra è orientata a sud-est, una posizione ideale per le api.



 Prese le dovute informazioni in internet sulla prassi da seguire in simili circostanze  abbiamo telefonato ai vigili del fuoco i quali ci hanno risposto che in caso di vespe sarebbero intervenuti loro per eliminarle, ma le api sono insetti protetti e ci hanno dato i recapiti di due apicultori.
Il giorno dopo un apicultore ha provveduto a liberarci dell'inconveniente che per un allevatore di api è invece fonte di reddito.

Le api nel frattempo, da infaticabili lavoratrici, avevano già provveduto a costruire un favo e avevano già iniziato a fare i primi depositi di miele.





Ho così imparato che non è raro trovare sciami di api che si sono introdotte in luoghi impensabili, come ad esempio i cassettoni delle serrande di una casa abitata. Pare che quando in un alveare nasce una nuova regina, la vecchia regina debba andare via con il suo seguito e vada a trovarsi un altro posto adatto allo scopo.
Per mia fortuna le api pungono solo in casi di eccezionale gravità perché pungendo perdono il pungiglione e anche l'apparato digerente votandosi così alla morte.
Le vespe, di cui ho già provato più volte il pungiglione, sono molto più pericolose perché pungendo non rischiano nulla.

E mentre il dolore della puntura di vespa è molto più forte e dura alcuni minuti per poi scomparire del tutto, l'ape mi ha prodotto per un paio di giorni l'arrossamento della zona interessata e un blando fastidio. Con mia sorpresa però, l'arrossamento è ricomparso il giovedì successivo 24 aprile e dura ancora. La sera di mercoledì 23 aprile ho preso una pastiglia di antibiotico e non ho potuto fare a meno di collegare i due fatti. C'entra forse il fegato? Si è anche manifestato un insistente prurito che mi ha costretto ad usare una pomata, cosa che non avevo fatto al momento della puntura.

La disavventura ha avuto però un riscontro positivo. Infatti parlandone con amiche ho scoperto che a due passi da casa c'è un negozio dove ho trovato ottimo miele sardo a un prezzo incredibile.
Come suo dirsi, "Non tutti i mali ..."

lunedì 5 agosto 2013

I gerani


Avevo collocato quattro vasi quadrati per delimitare una terrazza. In uno avevo messo un alloro, in un altro una asparagina, nel terzo una fettuccina e nel quarto l'aspidistra. Il terzo e il quarto ad un certo punto sono stati spostati. Intanto l'alloro si era ammalato e l'asparagina era diventata enorme e sgraziata. Allora ho deciso di ripristinare i quattro vasi con delle piante di gerani. Ho comprato terriccio universale in quantità e ho collocato delle piante di gerani che avevo in altri vasi e che si allungavano senza quasi fiorire. Adesso i gerani presentano foglie robuste e spesse e hanno germogliato nella parte bassa. Aspettiamo i fiori. Arriveranno?
Piccolo particolare. E' quasi impossibile togliere l'asparagina da un vaso poiché crea dei bulbilli e delle radici così intricate che formano una massa inestricabile. In effetti a suo tempo avevo messo l'asparagina con il suo vaso dentro il vaso quadrato. Anche così non è stato facile toglierla.


mercoledì 31 luglio 2013

Angurie


Ecco le nostre angurie. Pesano meno di 4 kg, così non durano giorni e giorni e sono veramente dolci. Hanno però la buccia un po' spessa.
Per proteggerle dalle cornacchie le abbiamo coperte con una rete. 

venerdì 12 luglio 2013

Le zucche

12 Luglio 2013


Sono spuntate le zucche e abbiamo provveduto a proteggerle dalle cornacchie con una rete.


Vedremo se riusciranno a crescere e maturare.

Anche le angurie sono state protette con una rete. In caso contrario le cornacchie fanno dei buchi con i loro becchi e addio anguria!...
Quest'anno hanno preso di mira anche le fragole. Ne ho trovate alcune, in via di  maturazione, con dei segni profondi e altre staccate dalla pianta. Non posso esserne sicura, ma è probabile che sia opera proprio delle cornacchie. I pomodori, anche questi per la prima volta da quando coltiviamo, sono stati beccati molto prima della maturazione.
Di questo passo dovremo coprire tutto l'orto con le reti.

venerdì 24 maggio 2013

Margherite.


Margherite in fiore. Questo tipo di margherita è una pianta facile da coltivare, prende una bella forma arrotondata e regolare, e in primavera ha una bella fioritura. L'unica seccatura è che quando i fiori appassiscono bisogna tagliarli, e sono tanti. In primo piano i pelargoni e sullo sfondo le nespole finalmente mature. (19 maggio 2013)



In questo tratto lungo il muro a pietra e fango si vedono, partendo dal primo piano, lavanda, bignonia, iris, margherite, edera argentata, pesco. Sulla sinistra si notano la cicas e il nespolo. 
Con la pulizia sono sparite la bignonia, le margherite e il pesco che era malato, mentre l'edera è stata ridimensionata. I bulbi di iris sono stati tolti. Adesso ho intenzione di piantare nella zona, che è abbastanza soleggiata, erbe officinali: salvia, rosmarino, timo e origano. Così la vegetazione non diventerà tanto invadente. Peccato per le margherite che avevano proprio delle belle fioriture. La bignonia continuerà a germogliare e occorrerà avere le cesoie sempre pronte.

Ecco come si presenta la stessa zona dopo la "pulizia" del luglio 3013.




Lungo il muretto ho intenzione di collocare le piante officinali. Faranno dei cespugli non troppo invadenti e saranno utili per la cucina. La lavanda è andata molto bene, e ciò significa che la quantità di sole e di luce è sufficiente per quel tipo di piante. 
Sul muro rimarrà l'edera argentata e la bougannville che verranno tenute costantemente sotto controllo. La cycas tende ormai verso l'alto e non intralcia più il passaggio.

sabato 4 maggio 2013

Piante aromatiche


La salvia




Ho alzato gli occhi e ho visto la salvia fiorita. Non ha mai nessuna cura, non so neanche se d'estate le arriva acqua, ma non credo. E lei si presenta tutta in fiore, con delle splendide foglie ricche di aroma. La natura spesso ci sorprende.


Il rosmarino


Martedì 25 ottobre 2015
Ho messo il rosmarino in giardino questa primavera ma devo aver sbagliato qualcosa perché delle quattro piantine non ne è andata avanti una. Ho riprovato alla fine di settembre e per il momento le tre piantine sono ancora vive. Negli scorso giorni ha estratto dalla terra alcuni bulbi di iris ma non riuscirò mai a toglierli tutti perché ormai sono migliaia. E lavorare con la vanga, soprattutto sotto il sole (oggi ci sono 28 gradi) è impossibile.

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Agrumi


Arancio amaro (Tarongia piringioni)


Questo è un albero di tarongia piringioni, cioè è un arancio amaro. I suoi frutti non sono buoni da mangiare ma vengono utilizzati per fare un'ottima marmellata.


Fiori d'arancio. Peccato che la foto sia sfocata. Il loro profumo è molto intenso e gradevole.


Anche questa foto non è proprio nitida. Questi sono i fiori del limone.

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martedì 16 aprile 2013

Calle e iris


LE CALLE




Quest'anno non ho colto neanche una calla. Sono rimaste nell'angolo in fondo, nel piccolo giardinetto, con lo sfondo di parietarie e malva.




Questa è una calla-foglia. veramente curiosa!

25 dicembre 2015
Già da alcuni giorni ho visto un fiore di calla. E' piuttosto presto per la fioritura ma sicuramente il fatto è dovuto alle temperature elevate di questo dicembre.

25 ottobre 2016
Quest'estate le calle non hanno perso le foglie e la cosa mi è sembrata veramente molto strana perché le temperature erano comunque alte e non è che abbia piovuto più dl solito (cioè quasi niente).


GLI IRIS



Ecco gli iris fra trifoglio e altre infestanti. Chissà perché quest'anno gli iris sono tutti blu.



In questa foto, oltre agli iris blu e gialli rovesciati dal vento, si vedono altre piante: finocchio selvatico, pungitopo, rosmarino, piantina di albicocco, euforbie, foglie di calle, cipolla selvatica (apara), e parietaria. Credo che non ci sia altro.

Oggi 16 novembre 2013 ho interrato in campagna numerosi bulbi di iris. Ho iniziato dai più grossi. Quasi tutti avevano già iniziato a germogliare.

2014. quest'anno i primi iris che hanno fiorito erano tutti blu. Poi sono fioriti i gialli che sono decisamente molto numerosi, penso almeno duecento.

2015
Oggi 16 aprile 2015 ho reciso i primi iris. Risentono dl fatto che hanno ricevuto poca acqua, sono piccoli e la punta delle foglie è gialla. Per il momento sono tutti blu.


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martedì 29 gennaio 2013

Gatti e tartarughe




I gatti fanno gli indifferenti ma credo proprio che stiano aspettando che la tartaruga lasci libero il contenitore con la pastasciutta.


In questa altra foto si vede la tartaruga che si è impossessata del contenitore, lo ha rovesciato per mangiare più comodamente,  e non lo molla. Il gattino la guarda ma non riesce a spodestarla.
Non capisco come le tartarughe siano così accanite mangiatrici di pasta. Eppure non faccio mai mancare la lattuga e altri vegetali più consoni alla loro dieta.

domenica 11 novembre 2012

Pulire la fragolaia



 Questa è la parte di ala gocciolante già pulita con la vanga


Le radici vengono depositate in una cassetta e portate a bruciare


Questa è una parte della fragolaia ancora da pulire. Il problema non è costituito dall'erba che si vede ma dalle radici che formano un intreccio sotto il suolo. Se le lascio si moltiplicano ancora di più.

Foto del 28 aprile 2013
In primo piano si vede la quinta ala gocciolante, dietro c'è la quarta ala gocciolante. Le prime tre non si notano perché l'erba le ha già aggredite. Tuttavia le piante sono tutte fiorite e ci sono già fragole vicine alla maturazione.

28 aprile 2014
Le prime fragole sono maturate ma non sono molto saporite visto che il sole scarseggia. La pulizia della fragolaia è  stata fatta solo nei due solchi di fragole più recenti mentre nella parte vecchia ho pulito solo un solco e mezzo.

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